sabato 16 febbraio 2013

LA CULTURA ACCENDE I RIFLETTORI SU MORMANNO.

Documentario d'autore, realizzato a scopo benefico, in favore della popolazione terremotata di Mormanno (Calabria).
Prodotto distribuito solo sul web, per incentivare un'informazione personale e critica. L'Associazione Culturale GlobeSnap, con la collaborazione del Collettivo SisMusica ed il prezioso aiuto della Protezione Civile della Regione Calabria, accende i riflettori là dove erano già stati spenti e dà voce a chi vorrebbe essere ancora ascoltato.


5.1 from GlobeSnap on Vimeo.

Associazione Culturale GlobeSnap: "Un lungo lavoro di contatti, di riprese e di montaggio... Finalmente è terminato.... Con un pizzico di emozione Vi presentiamo il nostro primo documentario d'autore che accende i riflettori là dove erano già stati spenti e dà voce a chi vorrebbe essere ancora ascoltato. Il documentario "5.1" è stato realizzato a scopo benefico, in favore della popolazione terremotata di Mormanno (Calabria). Prodotto distribuito solo sul web, per incentivare un'informazione personale e critica. Ora tocca a Voi passare parola su una realtà, su delle persone, che confida, almeno, in un Nostro appoggio emotivo."

martedì 12 febbraio 2013

PREMIATA FORNERIA MARCONI (PFM)


Era il lontano 1978, quattro ragazzi aprivano i loro concerti con il brano "E' Festa-Celebration".
Il gruppo "Propulsione Gamma" composto da: Franco Accurso alla batteria, Mimmo Sola alla tastiera, Biagio De Minco alla chitarra, Mimmo Perrone al basso.

IMPRESSIONI DI SETTEMBRE


Quante gocce di rugiada intorno a me
cerco il sole, ma non c'è.
Dorme ancora la campagna, forse no,
è sveglia, mi guarda, non so.
Già l'odor di terra, odor di grano
sale adagio verso me,
e la vita nel mio petto batte piano,
respiro la nebbia, penso a te.
Quanto verde tutto intorno, e ancor più in là
sembra quasi un mare d'erba,
e leggero il mio pensiero vola e va
ho quasi paura che si perda...
Un cavallo tende il collo verso il prato
resta fermo come me.
Faccio un passo, lui mi vede, è già fuggito
respiro la nebbia, penso a te.
No, cosa sono adesso non lo so,
sono un uomo, un uomo in cerca di se stesso.
No, cosa sono adesso non lo so,
sono solo, solo il suono del mio passo.
e intanto il sole tra la nebbia filtra già
il giorno come sempre sarà.

venerdì 8 febbraio 2013

CALABRIA...DOVE NASCE L'ITALIA.

Il 95% degli studenti italiani non conosce l’origine del nome Italia.

 Analoga disinformazione si riscontra nel 98% degli adulti.

 I libri di storia ricalcano un canovaccio troppo semplice, e stereotipato: un sistema di informazione nel quale il Sud Italia non è considerato (se non per il periodo magnogreco).

 Il nome deriva dal vocabolo "Italói", termine con il quale i greci designavano i Vituli (o Viteli), una popolazione che abitava nella punta estrema della nostra penisola, nei pressi dell’odierna Catanzaro, i quali adoravano il simulacro di un vitello (vitulus, in latino).

 Il nome significa cioè “abitanti della terra dei vitelli”.

 Fino all’inizio del V secolo avanti Cristo, con Italia si indicò solo la Calabria, in un secondo tempo il nome fu esteso a tutta la parte meridionale del Paese.
 Nel secolo III, dopo le vittorie riportate dai romani contro i Sanniti e contro Pirro, si estese fino al Magra e al Rubicone.
 Nel 49 avanti Cristo, quando anche alla Gallia Cisalpina furono concessi i diritti di cittadinanza romana, anche le regioni settentrionali della penisola presero il nome di Italia.
 Tali confini vennero ulteriormente dilatati con la riforma amministrativa di Augusto (27 dopo Cristo) che li portò a ovest al fiume Varo (presso Nizza) e a est al fiume Arsa, in Istria.

La Calabria, per la sua posizione geografica nel centro del Mediterraneo, aveva già dall'origine il destino segnato come terra di transito e di incontro.
 Molte popolazioni vi giunsero da parti diverse e progressivamente si scontrarono, si sovrapposero, si fusero: Siculi e Tirreni, Coni e Itali, Morgeti e Pelasgi, Enotri e Bruzi.

Aristotele e Antioco ci narrano che un re leggendario, Italo, avrebbe conquistato la regione e creato insediamenti stabili.
 Secondo alcuni Italo era re degli Itali, popolo proveniente probabilmente dall'Anatolia, ma secondo altri degli Enotri.
 Inoltre, per altri ancora, il nome Italo deriverebbe da quel vitulus (vitello) che richiama l'incisione rupestre di Papasidero.
 E da qui vitulia (terra dei vitelli), per approdare infine al nome di Italia, che poi è diventato quello dell'intera nazione.
 Da qui il mito della Calabria come "regione-madre dell'Italia".

Ovviamente non tutti sono d'accordo ed Ellanico di Mitilene, seguito da Timeo e da Varrone, contrappone un'altra leggenda: quella di Ercole che avrebbe condotto i vitelli rubati a Gerione nella vicina Sicilia, denominata quindi a sua volta Vitulia.

 Ma anche se i tempi sono remoti e incertissimi, più che le fonti predomina il mito.

Nell'antichità, i territori dell'odierna Calabria vennero diversamente indicati:
 - Ausonia, per le proprie ricchezze;
 - Esperia, perché per i Greci in direzione dell'Occidente;
 - Enotria, terra del vino o da Enotrio re di Arcadia;
 - Italia, dal re Italo o terra dei vitelli;
 - Magna Greci
a, perché diventò splendente più della madre patria;
 - Bruzia, perché vi viveva il popolo dei Bruzi
 e infine, sotto i Bizantini nel VI secolo d.C., Calabria, etimologicamente "terra d'ogni bene", che fino ad allora aveva indicato il Salento, la penisola che oggi si stende tra Brindisi ed Otranto.


fonte: calabria mia

giovedì 7 febbraio 2013

A TE...WILLIAM SHAKESPEARE.


Le ragazze sono come le mele sugli alberi.

Le migliori sono sulla cima dell’albero.

Gli uomini non vogliono arrivare alle migliori, perché hanno paura di cadere e ferirsi.

In cambio, prendono le mele marce che sono cadute a terra, e che, pur non essendo così buone, sono facili da raggiungere.

Perciò le mele che stanno sulla cima dell’albero, pensano che qualcosa non vada in loro, mentre in realtà esse sono grandiose.

Semplicemente devono essere pazienti e aspettare che l’uomo giusto arrivi, colui che sia così coraggioso da arrampicarsi fino alla cima dell’albero per esse.

Non dobbiamo cadere per essere raggiunte, chi avrà bisogno di noi e ci ama farà di tutto per raggiungerci.

La donna uscì dalla costola dell’uomo, non dai piedi per essere calpestata, né dalla testa per essere superiore.

Ma dal lato per essere uguale, sotto il braccio per essere protetta e accanto al cuore per essere amata.


"La terra ha musica per coloro che ascoltano"
  William Shakespeare