giovedì 23 luglio 2009

MICHAEL JACKSON'S STORY.


Michael Joseph Jackson (Gary, 29 agosto 1958 Los Angeles, 25 giugno 2009) è stato un cantante, cantautore, ballerino, compositore, musicista, arrangiatore e produttore discografico statunitense.

Dopo aver iniziato la propria carriera a soli cinque anni nel gruppo di famiglia Jackson Five (nella sua autobiografia Moonwalk ricorda come venisse paragonato a Frankie Lymon), iniziò la propria attività da solista nel 1971, con il singolo Got to be there.

Nel 1979 esordì definitivamente da solista, e divenne l'artista pop di maggior successo di sempre; ciò fu dovuto principalmente a Thriller (1982), tuttora l'album più venduto nella storia della musica, co-prodotto da Quincy Jones e vincitore di 8 premi Grammy.

Secondo il Guinness World Records, il cantautore ha venduto oltre 750 milioni di albums, ciò lo rende di fatto l'artista solista con il maggior successo di sempre.

Considerato il Re del Pop oltre che uno dei più importanti musicisti e intrattenitori nella storia dello spettacolo, in più di quarant'anni di carriera Michael Jackson ha ricevuto numerosi premi, tra cui quelli di miglior artista pop maschile del millennio ai World Music Awards del 2000 e di artista del secolo agli American Music Awards del 2002.

È stato anche incluso due volte nella Rock and Roll Hall of Fame, nel 1997 come vocalist dei Jackson Five e nel 2001 per la sua carriera solista.

Nel 2002 è anche entrato nella Songwriters Hall of Fame.

Nel corso della sua carriera ha vinto 13 Grammy Awards.

Dal 1988 al 2005 Jackson è vissuto nel Neverland Ranch (successivamente venduto nel 2008 per la cifra di 35 milioni di dollari), in cui aveva fatto costruire un parco a tema e uno zoo per ragazzini poveri e malati terminali.

Le sue frequentazioni con quei ragazzi hanno avuto un enorme impatto mediatico, essendo girate voci su complicati rapporti tra il cantante e i suoi giovanissimi ammiratori.

Ciò è emerso per la prima volta nel 1993, quando Jackson fu accusato di molestie sessuali da un suo fan. Dopo un'altra denuncia, nel 2003, il cantante è finito nel mirino dei giudici, accusato anche di altri tipi di reati.

Dei suoi problemi personali, nello stesso anno, si è parlato anche nel documentario video Living with Michael Jackson.

Jackson fu poi processato nel 2005 per la vicenda, ma alla fine fu assolto in appello da tutti i 10 capi d'accusa perché ritenuto innocente.

A fine del 2008 alcuni organi di stampa hanno riportato la notizia che Jackson si sarebbe convertito all'Islam, assumendo il nome di Mikaeel, notizia smentita poi dal suo avvocato londinese su altre fonti di stampa.

venerdì 17 luglio 2009

"ORA SCENDO. SARA' UN PICCOLO PASSO PER L'UOMO MA UN GIGANTESCO PASSO PER L'UMANITA'"


Usa, 16 luglio 1969 ore 9 e 32 minuti del mattino: a Cape Kennedy un migliaio di persone fissa l'Apollo 11, il missile che segnerà l'inizio del più grande successo della storia della Nasa.

"Go! go! go!".

Accanto alla rampa di lancio si alza un coro accompagna l'Apollo 11 nei 4 minuti prima di uscire dalla portata delle telecamere. Da allora sono trascorsi quarant'anni dalla partenza del missile che avrebbe portato il primo uomo sulla Luna.

"Ora scendo. Sarà un piccolo passo per l'uomo ma un gigantesco passo per l'umanità".

Neil Armstrong, comandante della missione Apollo 11, è sull'ultimo gradino della scaletta del Lem "Aquila".

Poi, finalmente, allunga la gamba e poggia il suo piede sinistro sulla gessosa superficie della Luna. È il primo uomo a sbarcare su un corpo extraterrestre.


Sono le ore 4, 56 minuti e 15 secondi del 21 luglio 1969 in Italia.

Le ore 22, 56 minuti e 15 secondi  del 20 luglio negli Stati Uniti.

Sono passate 6 ore e mezza dall'allunaggio !

Con Armstrong, poco dopo, scende sulla Luna anche il suo compagno di viaggio Edwin Aldrin, detto "Buzz", mentre in orbita intorno alla Luna, a bordo della capsula madre "Columbia", resta ad aspettarli il terzo astronauta della Missione Apollo 11, Michael Collins, Mike per gli amici.

Paradossalmente è l'unico che non può vedere in diretta l'evento.

Da allora a oggi sono passati 40 anni, ma l'impronta impressa da Armstrong è ancora lì, indelebile, a sancire una nuova pagina di storia per l'umanità.
Appena sceso, Neil si sposta lentamente verso destra.
Cauto.
Con la sua tuta spaziale sembra un esploratore artico. Si muove molto lentamente.
A Terra sono tutti col fiato sospeso.
Temono che possa essere inghiottito dal suolo lunare o che possa non vedere nulla a causa della polvere che si solleva, spessa come gesso.
Ma tutta va bene.
Armstrong non volge il viso verso il Sole per non rischiare di rimanere accecato, nonostante la lamina d'oro del suo casco gli garantisca un buona protezione. L'astronauta non cammina ma quasi striscia per paura di perdere l'equilibrio. La prima cosa che fa è raccogliere "ciottoli, rocce, pietre lunari da portare a Terra per far sapere al mondo com'è fatta la Luna.

Dal satellite celeste gli astronauti portano indietro circa 30 chili di frammenti lunari scelti accuratamente da Armstrong, esperto geologo. Appena Neil si assicura che tutto procede bene, dalla pancia di "Aquila" scende anche Aldrin.

Il suo impatto con la Luna lo affronta con un passo deciso.

Ed a Houston scoppia un applauso liberatorio.

La loro prima permanenza sul satellite celeste dura due ore, quindici minuti e dodici secondi.

Quando Armstrong mette piede per la prima volta sulla Luna, in quel preciso momento, ben 600 milioni di persone hanno gli occhi puntati sul televisore, collegati con la Nasa da ogni angolo del mondo.
(Estratto da: IL TEMPO.IT )